Riflessioni davanti una cioccolata calda


Eccomi qui, di rientro dal tanto atteso viaggio in Belgio e Olanda, definiamolo, di tesi. Inizio subito con gli stati d’animo: dopo 5 giorni la cosa più persistente che mi è rimasta nella mente, è la CONSAPEVOLEZZA; la consapevolezza che il mondo sta andando a puttane e se vogliamo cercare uno spiraglio di salvezza, dobbiamo RALLENTARE.

Stazione di Bruxelles Central; sciopero in corso, sicuramente giusto. Arriviamo in qualche modo alla stazione metro di HANKAR; arriva una Citroen c3; a bordo Lucien Kroll che con fare amichevole ci invita nella sua abitazione. Ci accomodiamo nel suo studio, nell’aria un accenno di imbarazzo, rimosso non appena è iniziata la discussione.
Non siamo andati a ritirare scartoffie o semplicemente fare lo studente d’architettura con moleskine occhiali e diana F; siamo andati a sentire la persona che è dentro l’architetto Kroll, il concepimento del suo progetto (deduco, a lui il più caro) Ecolonia, ad Alphen Aan Den Rijn, Olanda.

Qualche post fa spiegavo il progetto. E’ un ecoquartiere, 9 architetti, diverse tipologie. Obiettivo: risparmio energetico, creazione di un contesto nuovo, aggregante e mai statico.
Ma K. non si è limitato a spiegarci il progetto in se, anzi, ne abbiamo parlato davero poco, avendo creato “solamente” il Masterplan; ma è stata una vera e propria lezione di ecologia e civiltà. Ti sentivi sprofondare quando elenco su elenco, balzavano davanti a te le differenze con l’Italia,  nell’approccio alla civiltà e nel saperle gestire a distanza di anni.

E la rabbia aumenta spaventosamente quando capisci che questi procedimenti, queste “norme” da attuare, in realtà sono dei piccoli compiti, davvero semplici. Lui ci ha spiegato che il mettersi in discussione, il pensare che nel 2040 non ci saranno più risorse energetiche, attualizzare ciò e “constringersi” a ragionare diversamente, è un ottimo esercizio. Volendo essere meno drastici, basterebbe anche semplicemente rimuovere l’ottica del profitto e aumentare quella del wellness, dello star bene e dell’ecologia.

Un’altro tema a lui caro, quasi un morbo, quasi una paranoia costante, è l’abbattimento dell’omogeneità. In molti suoi progetti spicca la disomogeneità organizzata. E’ un bel paradosso; la cosa più difficile è cercare di rendere il meno statica possibile un’architettura, un luogo, in maniera che chi in un futuro viva qui luoghi non sia in gabbia. E  attua tutto ciò con una continua ricerca del disomogeneo, del transitorio.
Un esempio: chi è abruzzese può fare un giro in macchina (zona provincia pescarese) intorno questi NUOVI BORGHI che nascono nei pressi delle zone suburbane, promettendo  distacco dalla città e un leggero rallentamento delle frenesie, verde e risparmio energetico.
NUOVO BORGO in Abruzzo – vicino Rosciano

Fin qui tutto bello. E magari lo sarà. Ma la differenza sta che, ad Ecolonia, il coofinanziatore del progetto è un ente pubblico per l’ambiente, il Netherlands Agency for Energy and the Environment (NOVEM), non una serie di imprenditori con l’unico obiettivo del guadagno; in Olanda c’era un discorso ben più pesante. E non solo. Gli obbrobri figli dell’imprenditoria sono luoghi asettici, uguali, chiunque con 2 bicchieri di vino alle spalle potrebbe confondere la propria abitazione con un’altra. Non basta un tetto in legno e un pannello fotovoltaico per fare ECOLOGIA.
Secondo Kroll e condivido appieno, l’ecologia ha 2 gambe: la prima è l’Humanesme, l’umanesimo, mettere l’uomo al centro del progetto; la seconda è l’uso dei materiali poveri. Questa è la base. Non si è fatto un bel niente se per costruire le travi di un grattacielo si è consumata tanta di quell’energia GRIGIA. Bisogna anche non essere anacronistici pensando che in Italia si possano fare case di fango, ma è lo spirito che conta. 

E’ stata una chiacchierata davvero coinvolgente, piacevolmente interrotta solo dal tintinnio di un cucchiaino dentro una brocca di ceramica bianca, e l’immagine della moglie di Kroll che con un fare molto deciso ci versava le cioccolate calde nelle tazze. Questo è l’uomo. Nonostante la fama, un uomo così umile, ricco di voglia di trasmettere il proprio essere. “così? tutto bene?” conclude così la lezione di vita. Fuori un giardino incolto.. assai romantico.  E

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