Sicilia mia


Malinconia, impetuosa e inaspettata.. difficilmente esci dalla testa di chi ti subisce.

Una terra di mare, nata da civiltà assai diverse, troppo diverse, che ti hanno resa tanto inafferabile quanto stuprata e violentata. Hai saputo illudermi ma al contempo sei rimasta immobile, senza ribellarti agli sfregi a te inflitti.

D’istinto sono stato trascinato al tuo cospetto, dalla tua ricchezza senza neppur ricordare l’istante dell’innamoramento. Sei un isola, la tua sfortuna è il non essere consapevole di chi porti in grembo; nel bene e nel male.

Vado via Sicilia mia, vado via perché è troppo difficile se non impossibile viverti istintivamente.
Non si piange una volta quando si entra in contatto con te: si piange quando il desiderio di viverti è ancora lontano e saluti alla prossima estate il mare infuocato di sole; si piange quando ci vivi, per quella gente, quei germi che non meritano di esserti all’interno; si piange quando vai via, per il rammarico e per la tristezza che piomba quando capisci che forse non c’é via di fuga.

Sei una terra che, se tutti comprendessero, avrebbe molto da insegnare a qualunque sorella su questa terra. Vado via avendo impressa a fuoco l’immagine e la confusionalità che solo tu sei riuscita a stampare in me, facendoti amare e odiare. A presto
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